lunedì 2 maggio 2011

Chi usa le droghe nelle sette?

Carissimi amici questo blog un pò psiconauta un pò scientifico ed un pò curioso vuole conoscere le realtà di chi entrato in sette o psicosette ha fatto uso di sostanze che alterano lo stato di coscienza. 
Effetti desiderati e non saranno studiati e compresi.
Ci asteniamo da ogni giudizio e pregiudizio nella libertà completa, ma chi volesse segnalare abusi reali o presunti, effetti strani dopo assunzione di sostanze nei rituali è ben accetto.
Il tutto è anonimo ma può aiutare a comprendere e a comprenderci.

ogni suggerimento è gradito

lo staff 

per messaggi personali:

3 commenti:

  1. 1)Mi hanno parlato di bevande colorate rosse e verdi ma è solo estetica o ha un significato simbolico il colore???

    2) Ma a Damanhur si utilizza qualche sostanza anche solo per rilassarsi???

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  2. DATE GENTILMENTE UN VOSTRO COMMENTO o SE SIETE TOCCATI DIRETTAMENTE ESPRIMETEVI PURE

    Cari amici consiglio la lettura di questo libro (L’inferno tra le mani) scritto da uno dei ragazzi delle Bestie di Satana, che evidenzia inequivocabilmente lo stretto rapporto tra utilizzo di sostanze stupefacenti per raggiungere degli stati alterati di coscienza nei gruppi satanici acidi giovanili. Il libro di Mario Maccione è una testimonianza da leggere che evidenzia lo stretto rapporto esistente tra droga e satanismo acido. A conferma del fatto che le droghe e l'alcol svolgono un ruolo chiave nei gruppi di giovani satanisti, Maccione si sofferma inoltre, più volte e dettagliatamente, sui pericolosi intrugli caratterizzanti le nottate e l’ordinaria quotidianità delle Bestie, ad esempio parlando dei suoi approcci al mondo dell’occulto: «Io invece ho capito che l’Lsd è la chiave di tutto. È la sorgente della mia nuova spiritualità. Mi dà una strana sicurezza. Aumenta la confidenza con i demoni che bussano alla mia vita» (p. 40) e, ancora: «La droga è il mio metronomo. La droga è la mia musica e tutto il resto» (p. 56), sino a giungere all’utilizzo del peyote e di funghi allucinogeni scoperti nel corso di un viaggio ad Amsterdam. «Cazzate giovanili. Da shekerare con gli altri ingredienti della nostra vita: l’Lsd, la cocaina, le micropunte di acido lisergico» (p. 61). Questi mix micidiali offuscano i ricordi e, spesso, li confondono con sensazioni, fantasie, allucinazioni e incubi: «C’è troppa violenza. O forse ce n’è troppa nei miei ricordi. Vaneggio. O no? Flash. Frammenti. Immagini. Allucinazioni» (p. 71); «Strafatti. Io più di tutti. Faccio fatica a essere presente. Ci sono giorni, giorni che si allungano a settimane, in cui sono spento. Immerso in un black out. Fuori uso. Vivo, agisco, faccio, ma non ricordo, non seguo un filo, non distinguo il reale dall’immaginario» (p. 56). Questo rende anche il racconto scritto a tratti ipotetico e confuso, ma è tale la vita delle Bestie di Satana: un continuo oscillare fra incubi, visioni oscure e, allucinazioni attraverso la lente delle quali si dipinge di nero anche la realtà quotidiana, che perde qualunque senso e valore, tant’è che l’impegno scolastico si riduce per Maccione a un puro optional. Una vita priva di interessi, se non «[…] l’alcol, la droga, il sangue. Se il tappo salta, c’è da avere paura» (p. 69).

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  3. Come vedete il percorso seguito da Maccione è tipico e comune a tante altre persone attive nelle sette sataniche definite di tipo acido.

    SE SEI UNO DI QUESTI CONTTATTACI:marcohoffman5@gmail.com

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