mercoledì 4 maggio 2011

IL CASO DELLE BESTIE DI SATANA, UNO DEI TANTI

ALCUNE DOMANDE DOPO LA LETTURA

1) Conosci LSD25?
2) Ritieni LSD25 la causa del contatto con entità di altri livelli spirituali?
3) Conosci altre sostanze con queste caratteristiche?


Cari amici consiglio la lettura di questo libro (L’inferno tra le mani) scritto da uno dei ragazzi delle Bestie di Satana, che evidenzia inequivocabilmente lo stretto rapporto tra utilizzo di sostanze stupefacenti per raggiungere degli stati alterati di coscienza nei gruppi satanici acidi giovanili. Il libro di Mario Maccione è  una testimonianza da leggere che evidenzia lo stretto rapporto esistente tra droga e satanismo acido.  A conferma del fatto che le droghe e l'alcol svolgono un ruolo chiave nei gruppi di giovani satanisti, Maccione si sofferma inoltre, più volte e dettagliatamente, sui pericolosi intrugli caratterizzanti le nottate e l’ordinaria quotidianità delle Bestie, ad esempio parlando dei suoi approcci al mondo dell’occulto: «Io invece ho capito che l’Lsd è la chiave di tutto. È la sorgente della mia nuova spiritualità. Mi dà una strana sicurezza. Aumenta la confidenza con i demoni che bussano alla mia vita» (p. 40) e, ancora: «La droga è il mio metronomo. La droga è la mia musica e tutto il resto» (p. 56), sino a giungere all’utilizzo del peyote e di funghi allucinogeni scoperti nel corso di un viaggio ad Amsterdam. «Cazzate giovanili. Da shekerare con gli altri ingredienti della nostra vita: l’Lsd, la cocaina, le micropunte di acido lisergico» (p. 61). Questi mix micidiali offuscano i ricordi e, spesso, li confondono con sensazioni, fantasie, allucinazioni e incubi: «C’è troppa violenza. O forse ce n’è troppa nei miei ricordi. Vaneggio. O no? Flash. Frammenti. Immagini. Allucinazioni» (p. 71); «Strafatti. Io più di tutti. Faccio fatica a essere presente. Ci sono giorni, giorni che si allungano a settimane, in cui sono spento. Immerso in un black out. Fuori uso. Vivo, agisco, faccio, ma non ricordo, non seguo un filo, non distinguo il reale dall’immaginario» (p. 56). Questo rende anche il racconto scritto a tratti ipotetico e confuso, ma è tale la vita delle Bestie di Satana: un continuo oscillare fra incubi, visioni oscure e, allucinazioni attraverso la lente delle quali si dipinge di nero anche la realtà quotidiana, che perde qualunque senso e valore, tant’è che l’impegno scolastico si riduce per Maccione a un puro optional. Una vita priva di interessi, se non «[…] l’alcol, la droga, il sangue. Se il tappo salta, c’è da avere paura» (p. 69).

Come sempre grazie di aiutarci a capire
lo staff

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